

Antonietta Palazzo
La mia carriera ha avuto inizio nel D'Amico Arreda Group quando avevo solo 19 anni. È stata quella prima, preziosa esperienza a far nascere in me la consapevolezza che il design non sarebbe stato solo un lavoro, ma la mia vera vocazione. Per nutrire questa ambizione e consolidare il mio profilo di designer, ho scelto di intraprendere un percorso formativo e professionale al Nord. Lontana da casa, ho acquisito competenze tecniche, metodologie progettuali avanzate e quella visione critica che definisce un professionista completo. Oggi, il mio percorso si è chiuso circolarmente con il ritorno alla "casa madre", D'Amico Arreda. Questo rientro non è per me solo una scelta lavorativa, ma un momento di grande significato: torno in quella che considero la mia radice, ma lo faccio con una consapevolezza, una maturità professionale e una visione progettuale che non avevo da ragazza.
“Il mio approccio è sartoriale: non impongo uno stile predefinito, ma cerco di leggere l'identità del cliente. Il mio obiettivo è creare ambienti che siano un'estensione della loro personalità, mantenendo sempre un equilibrio tra eleganza senza tempo e comfort quotidiano. Ogni casa ha un'anima che vibra, e il mio compito è aiutarla a esprimersi.
La firma di Antonietta“La casa deve accogliere, non solo impressionare.”
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Le parole di Antonietta, non le nostre.
Qual è il tuo nome, il tuo ruolo e da quanto tempo collabori con D'Amico Arreda?
La mia carriera ha avuto inizio nel D'Amico Arreda Group quando avevo solo 19 anni. È stata quella prima, preziosa esperienza a far nascere in me la consapevolezza che il design non sarebbe stato solo un lavoro, ma la mia vera vocazione. Per nutrire questa ambizione e consolidare il mio profilo di designer, ho scelto di intraprendere un percorso formativo e professionale al Nord. Lontana da casa, ho acquisito competenze tecniche, metodologie progettuali avanzate e quella visione critica che definisce un professionista completo. Oggi, il mio percorso si è chiuso circolarmente con il ritorno alla "casa madre", D'Amico Arreda. Questo rientro non è per me solo una scelta lavorativa, ma un momento di grande significato: torno in quella che considero la mia radice, ma lo faccio con una consapevolezza, una maturità professionale e una visione progettuale che non avevo da ragazza.
Che tipo di progetti segui più spesso?
Il cuore del mio lavoro è cucire lo spazio attorno all'anima di chi lo abita. Seguo progetti che vanno oltre l'estetica: cerco l'equilibrio tra la precisione tecnica e la capacità di una stanza di accoglierti, proteggerti e raccontare la tua storia. Trasformo le tue intuizioni in spazi che non si limitano a essere belli, ma che ti fanno sentire, finalmente, a casa.
Come descriveresti il tuo stile o il tuo approccio al design d'interni?
Il mio approccio è sartoriale: non impongo uno stile predefinito, ma cerco di leggere l'identità del cliente. Il mio obiettivo è creare ambienti che siano un'estensione della loro personalità, mantenendo sempre un equilibrio tra eleganza senza tempo e comfort quotidiano. Ogni casa ha un'anima che vibra, e il mio compito è aiutarla a esprimersi.
Cosa fai durante il primo incontro con un cliente?
Il primo incontro è dedicato all'ascolto. Analizzo non solo i desideri estetici, ma soprattutto le abitudini di vita. Cerco di capire come il cliente 'abita' lo spazio, quali sono le criticità dell'attuale disposizione e, naturalmente, definiamo insieme i confini del budget per lavorare con estrema trasparenza fin da subito.
Come aiuti il cliente a trasformare desideri, budget e vincoli tecnici in un progetto concreto?
Attraverso un filtro di realtà. Trasformo le ispirazioni in soluzioni tecniche fattibili, presentando planimetrie e simulazioni che rendono chiaro il risultato finale. Il budget diventa lo strumento per fare scelte consapevoli, privilegiando la qualità dove è più visibile e funzionale.
Quali sono gli aspetti che valuti prima di proporre un arredo?
La luce naturale, i flussi di movimento nella stanza, le proporzioni degli arredi rispetto alla volumetria dello spazio e, soprattutto, la coerenza materica con il resto della casa.
Quanto conta l'ascolto nella progettazione di una casa?
Conta al 100%. Senza un ascolto profondo, si rischia di creare una 'vetrina' perfetta ma invivibile. La casa deve accogliere, non solo impressionare.
Qual è il dettaglio che secondo te cambia davvero la qualità di un ambiente?
L'illuminazione. È il dettaglio invisibile che definisce l'atmosfera. Un progetto d'arredo eccellente può essere penalizzato da una luce sbagliata, mentre un ambiente semplice può diventare straordinario con il giusto studio dei punti luce.
Quali errori consigli sempre di evitare?
L'acquisto impulsivo di singoli pezzi senza una visione d'insieme e la sottovalutazione dell'ergonomia a favore dell'estetica pura. Ogni mobile deve avere una funzione precisa e uno spazio corretto intorno a sé.
Racconta un progetto che ti è rimasto particolarmente nel cuore.
Ricordo con grande emozione un cliente che, al suo ingresso in showroom, ha avuto un impatto visivo molto forte: era visibilmente a disagio, al punto che stava per andarsene perché non si sentiva 'adeguato' a essere un cliente di D'Amico. In quel momento ho capito che dovevo accoglierlo e sostenerlo. Con un dialogo sincero e informale, ho cercato di trasmettergli la sostanza e il valore della nostra professionalità. Abbiamo realizzato insieme la sua villa, trasformando un cliente inizialmente diffidente in una persona che si è sentita finalmente a casa.
Che cosa distingue D'Amico Arreda rispetto a un normale negozio di mobili?
La capacità di offrire una consulenza a 360 gradi. Non vendiamo solo un prodotto, ma accompagniamo il cliente dalla fase di progettazione tecnica fino alla cura estrema nel montaggio e nel post-vendita. Siamo partner del progetto, non semplici fornitori.
Perché un cliente dovrebbe affidarsi a un interior designer invece di scegliere da solo?
Perché un professionista aiuta a evitare errori costosi, ottimizza il budget evitando sprechi e offre una visione tecnica che spesso sfugge a chi non è del settore. È un investimento in tranquillità e valore nel tempo.
Quale consiglio daresti a una coppia o famiglia che sta iniziando ad arredare casa?
Di non avere fretta. Identificate le priorità e non cercate di completare tutto subito se il budget è limitato. È meglio acquistare pochi pezzi di alta qualità, pensati all'interno di un progetto coerente, piuttosto che riempire la casa con soluzioni temporanee che non vi rispecchiano.


