

Rino Santagata
Mi chiamo Rino Santagata, sono un interior designer e collaboro con D'Amico Arreda da ben 27 anni. In quasi tre decenni ho visto l'azienda crescere, evolversi e consolidarsi, e per me è un orgoglio aver contribuito a renderla il punto di riferimento che è oggi.
“Il mio è un approccio fortemente tecnico ma profondamente sartoriale. Prediligo un design moderno, pulito e dal carattere deciso, dove la cura del dettaglio materico (come i contrasti tra gres, essenze pregiate e metalli) e l'uso strategico della luce artificiale con temperature precise e tagli LED integrati creano un'atmosfera sofisticata. Il mio stile non è mai rigido: l'obiettivo è fondere un'estetica impeccabile e geometrica con le reali necessità di chi abiterà quegli spazi.
La firma di Rino“Noi non vendiamo semplicemente mobili da catalogo, noi creiamo progetti di vita.”
- · Zona giorno
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Le parole di Rino, non le nostre.
Qual è il tuo nome, il tuo ruolo e da quanto tempo collabori con D'Amico Arreda?
Mi chiamo Rino Santagata, sono un interior designer e collaboro con D'Amico Arreda da ben 27 anni. In quasi tre decenni ho visto l'azienda crescere, evolversi e consolidarsi, e per me è un orgoglio aver contribuito a renderla il punto di riferimento che è oggi.
Che tipo di progetti segui più spesso?
Grazie alla mia lunga esperienza, oggi mi occupo della progettazione architettonica e dell'arredo completo di tutta la casa. Curo progetti residenziali a 360 gradi: dalla definizione degli spazi alla scelta dei materiali, fino allo studio illuminotecnico dettagliato e ai render fotorealistici. Seguo molto spesso la transizione dall'idea iniziale al cantiere, garantendo che ogni ambiente — che sia una zona giorno complessa, una cucina tecnica o una zona notte con cabina armadio — sia studiato al millimetro.
Come descriveresti il tuo stile o il tuo approccio al design d'interni?
Il mio è un approccio fortemente tecnico ma profondamente sartoriale. Prediligo un design moderno, pulito e dal carattere deciso, dove la cura del dettaglio materico (come i contrasti tra gres, essenze pregiate e metalli) e l'uso strategico della luce artificiale con temperature precise e tagli LED integrati creano un'atmosfera sofisticata. Il mio stile non è mai rigido: l'obiettivo è fondere un'estetica impeccabile e geometrica con le reali necessità di chi abiterà quegli spazi.
Cosa fai durante il primo incontro con un cliente?
Il primo incontro è fondamentale per gettare le basi di un rapporto di massima fiducia. Più che vendere soluzioni immediate, mi concentro sull'ascolto analitico e sull'empatia. Cerco di capire la visione del cliente, le sue abitudini quotidiane e i suoi desideri profondi. Contemporaneamente, metto subito a disposizione la mia esperienza per inquadrare la fattibilità tecnica, spiegare il nostro metodo operativo e tracciare un percorso chiaro, trasparente e professionale per i passi successivi.
Come aiuti il cliente a trasformare desideri, budget e vincoli tecnici in un progetto concreto?
In 27 anni di professione ho capito che i vincoli tecnici o di budget non sono ostacoli, ma stimoli progettuali. Il mio ruolo è trovare il perfetto equilibrio tra il sogno del cliente e la realtà realizzabile, senza mai scendere a compromessi sulla qualità finale. Non propongo mai una sola strada preconfezionata, ma soluzioni ragionate e ottimizzate, traducendo i limiti strutturali in punti di forza estetici e funzionali attraverso una progettazione su misura.
Quali sono gli aspetti che valuti prima di proporre un arredo?
La valutazione è globale. Analizzo prima di tutto le proporzioni dello spazio, l'orientamento e la luminosità naturale degli ambienti. Poi studio i flussi e l'ergonomia: come la famiglia si muoverà all'interno delle stanze. Solo dopo aver incrociato questi dati tecnici con il budget e il gusto estetico del committente, passo alla selezione dei marchi, dei materiali e delle finiture più adatti, per garantire un risultato durevole e armonioso.
Quanto conta l'ascolto nella progettazione di una casa?
L'ascolto è la chiave di volta di tutto il mio lavoro. Progettare una casa significa entrare in punta di piedi nella vita delle persone. Se non si comprendono a fondo le abitudini, i ritmi e persino le piccole manie quotidiane di chi si ha di fronte, si rischia di creare uno spazio bello ma "freddo". Un buon progetto nasce sempre da un dialogo sincero e profondo tra designer e cliente.
Qual è il dettaglio che secondo te cambia davvero la qualità di un ambiente?
Senza dubbio l'illuminazione tecnica combinata con la coerenza materica. Puoi avere i mobili più costosi del mondo, ma se la luce è posizionata male, o ha una temperatura di colore sbagliata, l'ambiente perderà tutto il suo valore. L'equilibrio perfetto si ottiene quando la luce valorizza le texture dei materiali, creando profondità, calore e un comfort visivo che cambia completamente la percezione dello spazio a seconda dei momenti della giornata.
Quali errori consigli sempre di evitare?
L'errore più comune è muoversi "a compartimenti stagni", acquistando singoli elementi d'arredo senza una visione d'insieme o senza aver prima verificato gli impianti e le reali proporzioni delle stanze. Consiglio sempre di non sottovalutare la predisposizione elettrica in fase di ristrutturazione e di evitare il sovraffollamento degli spazi: il vuoto e la luce hanno lo stesso valore del pieno nel design moderno.
Racconta un progetto che ti è rimasto particolarmente nel cuore.
In tutti questi anni sono tantissimi i progetti memorabili, ma quelli che ricordo con più affetto sono legati alle storie di intere generazioni. Mi capita oggi di progettare le case per i figli di clienti a cui avevo arredato la prima casa vent'anni fa. Vedere intere famiglie che continuano a tornare e a considerare il mio nome e D'Amico Arreda come un punto di riferimento indiscusso per la loro vita è la gratificazione più grande del mio percorso. È la conferma di aver lasciato un segno concreto.
Che cosa distingue D'Amico Arreda rispetto a un normale negozio di mobili?
La differenza sta nell'approccio: noi non vendiamo semplicemente mobili da catalogo, noi creiamo progetti di vita. D'Amico Arreda è un'azienda solida che poggia su decenni di autentica cultura del design, competenza tecnica e dedizione. Chi si rivolge a noi sa di trovare consulenti d'interni in grado di gestire l'intera complessità di una casa, unendo l'alta qualità dei prodotti a un servizio di progettazione altamente specializzato e sartoriale.
Perché un cliente dovrebbe affidarsi a un interior designer invece di scegliere da solo?
Perché l'interior designer possiede la competenza per coordinare una serie infinita di variabili che un non addetto ai lavori non può governare: acustica, illuminotecnica, combinazioni cromatiche, ergonomia e gestione degli spazi. Affidarsi a un professionista significa ottimizzare gli investimenti, azzerare il rischio di errori costosi in fase di cantiere e, soprattutto, avere la certezza di un risultato finale coerente, fluido e privo di stress.
Quale consiglio daresti a una coppia o famiglia che sta iniziando ad arredare casa?
Il mio consiglio è di non avere fretta e di partire sempre dall'analisi delle proprie necessità reali, dall'idea di quotidianità che desiderano vivere. Costruire la propria casa è un percorso emozionante che va affrontato un passo alla volta, affidandosi a professionisti capaci di guidarli con consapevolezza. La casa deve raccontare la loro storia, ed ogni scelta deve avere un senso profondo sia oggi che negli anni a venire.
Cosa ti piace progettare e quale stile senti più tuo?
Amo profondamente la progettazione degli ambienti moderni; è lo stile che sento più mio e in cui riesco a esprimere al meglio la mia creatività. All'interno di questo mondo, l'aspetto che preferisco in assoluto e che ritengo il mio vero marchio di fabbrica è lo studio di un'illuminazione totale integrata. Per me la luce non è un semplice accessorio finale, ma una componente strutturale dell'arredo moderno: plasma le forme, valorizza i materiali e trasforma l'atmosfera di un intero spazio, rendendo il design contemporaneo non solo bello da vedere, ma emozionante da vivere.


