

Rosaria
Mi chiamo Rosaria, collaboro con la D'Amico Arreda Group da un anno e sono un Interior Designer.
“Lo stile che preferisco progettare è quello minimalista ed essenziale. Mi piace creare ambienti puliti e ben organizzati, dove linee semplici, materiali di qualità e colori neutri valorizzano gli spazi e li rendono accoglienti. Il risultato conduce a spazi ordinati e armoniosi, in cui la semplicità diventa un valore. "Minimalismo" infatti nella mia concezione di stile progettuale non significa sottrarre, ma progettare con consapevolezza, eliminando il superfluo per lasciare spazio a ciò che è realmente importante. È un approccio che punta alla funzionalità, alla qualità dei dettagli e alla creazione di ambienti senza tempo, pensati per essere vissuti ogni giorno.
La firma di Rosaria“In fondo è questo il senso del nostro lavoro, lasciare il segno.”
- · Cucine
- · Zona giorno
- · Living
- · Minimalismo essenziale
- · Colori neutri
- · Materiali di qualità
- · Scavolini
- · Cesar
- · Lube
- · Poliform
Le parole di Rosaria, non le nostre.
Qual è il tuo nome, il tuo ruolo e da quanto tempo collabori con D'Amico Arreda?
Mi chiamo Rosaria, collaboro con la D'Amico Arreda Group da un anno e sono un Interior Designer.
Che tipo di progetti segui più spesso?
All'inizio della mia esperienza mi sono occupata principalmente della progettazione di cucine, un ambiente che richiede grande attenzione sia agli aspetti tecnici che alla funzionalità. Con il tempo, la mia curiosità, mi ha portata ad ampliare le mie competenze seguendo anche progetti per gli altri ambienti della casa. Questo mi sta permettendo di sviluppare una visione molto più completa degli spazi.
Come descriveresti il tuo stile o il tuo approccio al design d'interni?
Descriverei il mio stile come minimalista ed essenziale. Mi piacciono gli ambienti puliti, luminosi e ben organizzati. Prediligo linee semplici, materiali di qualità e colori neutri perché credo che un design essenziale sia comunque in grado di valorizzare gli spazi e renderli accoglienti. Allo stesso tempo, il mio approccio è però sempre volto al cliente: ogni progetto deve riflettere la sua personalità e il suo stile di vita.
Cosa fai durante il primo incontro con un cliente?
Durante il primo incontro con un cliente mi concentro soprattutto sull'ascolto ma anche l'empatia gioca un ruolo fondamentale. Cerco di comprendere le sue esigenze, gli obiettivi e le eventuali criticità. Raccolgo le informazioni necessarie, chiarisco eventuali dubbi, presento il nostro metodo di lavoro e definisco insieme al cliente i passi successivi, in modo da creare fin da subito un rapporto di fiducia e connessione.
Come aiuti il cliente a trasformare desideri, budget e vincoli tecnici in un progetto concreto?
Sto imparando a poco a poco che nel nostro lavoro è fondamentale trovare il giusto equilibrio tra ciò che il cliente sogna e ciò che è realmente realizzabile, senza dover alterare la qualità del progetto. Budget e vincoli tecnici vanno trasformati in soluzioni possibili, non proponendo una sola strada ma proponendo una soluzione ragionata.
Quali sono gli aspetti che valuti prima di proporre un arredo?
Prima di proporre un arredo valuto le esigenze e lo stile di vita del cliente, le dimensioni e le caratteristiche dello spazio, il budget disponibile e lo stile estetico desiderato. Tengo conto poi della funzionalità degli ambienti, della luminosità, dei materiali e dei colori per creare una soluzione che sia bella, pratica e ovviamente in linea con le aspettative del cliente.
Quanto conta l'ascolto nella progettazione di una casa?
Credo che l'ascolto sia alla base di ogni progetto. Per pensare e proporre un arredo è fondamentale capire chi ho davanti: come vive la casa, quali sono le sue abitudini e soprattutto che cosa si aspetta dal mio progetto. Solo ascoltando davvero il cliente è possibile proporre soluzioni che siano non solo belle, ma anche funzionali e che lo rispecchino.
Qual è il dettaglio che secondo te cambia davvero la qualità di un ambiente?
Credo che il dettaglio che faccia davvero la differenza sia l'equilibrio tra estetica e funzionalità. Un ambiente è bello e di qualità quando ogni elemento è pensato e gli spazi sono progettati realmente in base a come verranno vissuti.
Quali errori consigli sempre di evitare?
Nel mio percorso fino ad ora mi sono spesso soffermata a riflettere sul fatto che un errore frequente è quello di non valutare le proporzioni degli ambienti e la disposizione degli arredi che può compromettere l'idea di comfort quotidiano. Non va sottovalutata l'importanza dell'illuminazione e dei materiali: scelte sbagliate rischiano di appesantire l'ambiente e renderlo poco armonioso.
Racconta un progetto che ti è rimasto particolarmente nel cuore.
Un progetto che ho particolarmente a cuore riguarda il percorso che ho intrapreso con una coppia di giovani ragazzi. Abbiamo pensato e progettato inizialmente la loro cucina e tutt'ora stiamo portando avanti il progetto riguardante anche la zona giorno. In loro ho visto davvero due giovani che si sono completamente affidati, mi hanno detto di essere diventata per loro un punto di riferimento e questa cosa mi è rimasta nel cuore. In fondo è questo il senso del nostro lavoro, lasciare il segno.
Che cosa distingue D'Amico Arreda rispetto a un normale negozio di mobili?
Quello che distingue la D'Amico Arreda Group credo di poterlo riassumere in una sola parola "esperienza". Un'azienda solida, frutto di sacrificio e dedizione. Con loro sto imparando che non siamo semplici venditori di mobili ma figure che possono realizzare sogni.
Perché un cliente dovrebbe affidarsi a un interior designer invece di scegliere da solo?
L'interior designer non sceglie semplicemente mobili, ma è chiamato a progettare uno spazio in modo coerente. Il nostro ruolo è proprio quello di guidare il cliente, semplificargli il processo decisionale e creare uno spazio che lo rispecchi.
Quale consiglio daresti a una coppia o famiglia che sta iniziando ad arredare casa?
Gli consiglierei di non partire dai mobili, ma dalla vita che sognano di fare all'interno della loro casa. Dovranno immaginare di costruire la loro nuova casa un pezzo alla volta con consapevolezza e senza fretta, facendo in modo che ogni scelta abbia un senso e racconti qualcosa.


